Curiosità: Una prigione in una fortezza

Il castello di Nantes ha sempre avuto una vocazione carceraria, le sue mura inespugnabili garantivano delle perfette condizioni di detenzione. Le tracce lasciate dai prigionieri raccontano fino a che punto la funzione di prigione del castello ha pesato sulla storia stessa del monumento.
 
Come sede del potere, il castello di Nantes è servito da prigione durante tutta la sua storia, vi erano reclusi gli imputati in attesa dell’istruzione del loro processo o delle loro esecuzione. I detenuti si succedono incessantemente e questo balletto carcerario trasforma il castello in una piccola “Bastiglia” di provincia. Tra di essi, si annoverano celebri personaggi come Gilles de Rais, in conte di Chalais o ancora il cardinale di Retz che riuscì con un colpo da maestro a evadere.

Alla fine del regno di Luigi XVI, quasi tutti gli spazi del castello fungevano da carcere. Il culmine fu raggiunto durante la Rivoluzione francese, quando la struttura versava in disastrose condizioni igieniche per i marinai inglesi e i preti refrattari. Alcune celle mostrano ancora oggi la durezza delle condizioni di detenzione come la segreta cosiddetta del Pied de Biche, uno stanzino di 2 m² e 1,30 m di altezza nel quale non vi si poteva neanche stare in piedi … I prigionieri hanno lasciato tracce e testimonianze sotto forma di graffiti incisi nelle celle della Torre nuova che accoglieva fino a 75 nemici del potere per piano. Le iscrizioni sono numerose e perlopiù appena visibili ma sono testimonianza concreta del passato carcerario del castello.
 
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